ROMANIA: arrestato il candidato presidenziale

Romania, Calin Georgescu è stato arrestato questa mattina dal procuratore generale. Cospiscue somme di denaro sarebbero state trovate a casa della sua guardia del corpo. Il candidato presidenziale era intenzionato a ripresentare la sua candidatura dopo l’annullamento delle elezioni che lo avevano visto vincitore al primo turno.

Si avete capito bene, le somme di danaro sono state trovate in casa di una terza persona e hanno arrestato lui. Non possiamo manco escludere che manine interessate abbiano messo le somme di danaro nell’abitazione dell’inconsapevole guardia del corpo.

È interessante notare che contemporaneamente sono state effettuate perquisizioni presso il luogo di residenza di Calin Georgescu e negli appartamenti dei suoi parenti. La polizia afferma di aver trovato “arma, munizioni e denaro contante per un importo superiore a 1 milione di dollari.” Ora Georgescu potrebbe finire in prigione, come scrive la stampa rumena, “per aver tentato di organizzare un colpo di stato nel Paese”.   Un fenomeno unico nei paesi con “democrazia vittoriosa”: una persona “voleva compiere un colpo di stato” mentre partecipava a elezioni che poi sono state annullate dai suoi oppositori?

Faro di Roma:

Romania. Golpe bianco della UE atto secondo: arrestato Calin Georgescu vincitore delle presidenziali annullate (I. Sokolova)

Di redazione – 26/02/2025

Il candidato alle presidenziali Calin Georgescu – dichiaratamente contrario alla politica antirussa della UE e della NATO e all’invio di armi in Ucraina oltre che all’ingresso di Kiev nell’Unione Europea e nell’Alleanza Atlantica, è stato arrestato in Romania. La sua auto è stata fermata lungo la strada, l’uomo è stato fermato e portato in procura.

La motivazione trapelata sono le sue relazioni cordiali con la Russia.
E questo dopo la dichiarazione di Vance sull’oltraggioso annullamento delle elezioni in Romania e il sostegno a Georgescu da parte di Kennedy e Musk.

In parole povere, i globalisti rumeni hanno deciso di schierarsi apertamente contro Trump, schierandosi dalla parte dei democratici e di Soros ma soprattutto dell’Unione Europea e della sua politica antirussa che si esplica nelle sanzioni a Mosca e nell’invio scellerato delle armi a Kiev.

Come è noto Georgescu aveva vinto nettamente il primo turno delle presidenziali rumene prima che la Corte Costituzionale decidesse che dovessero essere annullate per presunte ingerenze russe in suo favore.

Secondo fonti locali è stato raggiunto da un mandato di arresto nell’ambito delle perquisizioni di mercoledì nei confronti del mercenario operativo in alcuni Paesi africani Horațiu Potra, considerato molto vicino a Georgescu, e dei familiari del candidato indipendente alle elezioni presidenziali.

Sono state svolte – riporta il Fatto Quotidiano – 47 perquisizioni nelle contee di Sibiu, Mureş, Timiş, Ilfov e Cluj nell’ambito delle indagini sul finanziamento della campagna elettorale, la creazione di un’organizzazione fascista, razzista o xenofoba, oltre alla promozione del culto di persone colpevoli di crimini di genocidio.

La procura ha fatto sapere che ci sono indagati a vario titolo per azioni contro l’ordine costituzionale, incitamento all’odio, costituzione di un’organizzazione fascista, razzista o xenofoba, e di un’organizzazione con carattere antisemita e falsificazione della dichiarazione sui finanziamenti elettorali.

Questo arresto è un elemento di grande preoccupazione e conferma quanto denunciato da diverse fonti indipendenti riguardo ai rischi di una politica europea poco rispettosa dei singoli paesi e popoli ai quali viene negata ogni sovranità nel nome di una presunta aggressiva espansione russa.

Irina Sokolova

Călin Georgescu, ex candidato indipendente alle elezioni presidenziali del 2024, è stato prelevato dalla polizia mercoledì, intorno alle 12:30, e portato alla Procura generale per essere interrogato. Arrivò alla sede dell’istituzione appoggiandosi alle stampelle.

Secondo fonti giudiziarie, le udienze di Călin Georgescu si svolgono nel contesto di perquisizioni effettuate in diverse contee del paese, contro accuse quali azioni contro l’ordine costituzionale, istigazione pubblica, creazione di un’organizzazione a carattere fascista e false dichiarazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale.

Le perquisizioni hanno avuto luogo soprattutto a Sibiu, Mediaș, Sighișoara, Luduș, ma anche nelle contee di Timiș e Ilfov. Collegamenti sospetti e indagini della Procura generale